<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Approfondimenti LEADER

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Riparte il progetto LEADER

di Rosanna Rizzo

Una delle vie più importanti seguita in ambito comunitario per incentivare lo sviluppo delle zone rurali è il progetto LEADER, avviato all’inizio degli anni Novanta e presente fin da allora sul nostro territorio.
Si tratta di un programma di sviluppo rurale che risulta innovativo sotto molti punti di vista: innanzitutto, mira a sviluppare non un singolo aspetto del territorio (ad esempio l’economia), ma a rendere competitivo il territorio nel suo insieme. Tale “competitività territoriale” presuppone la ricerca di una coerenza globale, tenendo presenti le risorse del territorio; punta al coinvolgimento dei vari soggetti e delle istituzioni; cerca di integrare i vari settori di attività in un’ottica di innovazione; pone l’accento sulla cooperazione con gli altri territori e sull’articolazione con le politiche regionali, nazionali, europee e con il contesto globale. Tenendo presente che lo sviluppo di un territorio è anche frutto di una mentalità diffusa, di un particolare modo di sentire e di agire.
Ed è questo quello che Terre del Gattopardo sta cercando di fare anche sul nostro territorio: ha elaborato un progetto che punta a fare sì che i cittadini, le associazioni, le imprese insieme alle istituzioni incrementino alcune particolari capacità: la capacità di valorizzare l’ambiente, di intervenire insieme, di creare punti di contatto tra settori diversi facendo in modo di mantenere in loco il massimo del valore aggiunto, nonché di entrare in contatto con altri territori e con il resto del mondo. Questo progetto è il Piano di Sviluppo Locale, approvato e finanziato. Prevede quattro filoni principali:

  • la Misura 1.1 che punta ad incrementare la “competitività sociale” - capacità dei soggetti di intervenire insieme, efficacemente, in base ad una stessa concezione del progetto, incoraggiata da una concertazione fra i vari livelli istituzionali;
  • la Misura 1.2 che si occupa della “competitività ambientale” - capacità dei soggetti di valorizzare l’ambiente in quanto elemento “distintivo” del loro territorio, garantendo al contempo la tutela e il rinnovamento delle risorse naturali e del patrimonio;
  • la Misura 1.3 che mira ad aumentare la “competitività economica” - capacità dei soggetti di produrre e mantenere all’interno del territorio il massimo del valore aggiunto, consolidando i punti di contatto tra i vari settori e combinando efficacemente le risorse, al fine di valorizzare la specificità dei prodotti e dei servizi locali;
  • la Misura 1.4 che si occupa del “potenziamento e riqualificazione delle risorse umane”, per promuovere la cultura della formazione continua come principale strumento di adeguamento alle dinamiche di trasformazione economico-produttive, tecnologiche e normative;
  • il settore della cooperazione transnazionale, che cerca di modificare il posizionamento rispetto al contesto globale - capacità dei soggetti di trovare una propria collocazione rispetto agli altri territori e al mondo esterno in generale, in modo da realizzare appieno il loro progetto territoriale e garantirne la fattibilità nel quadro della globalizzazione.

Il Piano di Sviluppo Locale Terre del Gattopardo è stato ideato, pensato e progettato da operatori locali, seguendo le linee guida del programma di sviluppo LEADER, ma calandole nella realtà locale; l’attuazione pratica e concreta è anch’essa affidata ad operatori che conoscono il territorio, in modo da garantire che non si tratti dell’ennesima iniziativa pensata e messa in atto lontano dalla nostra realtà. I singoli interventi previsti dal PSL, infatti, partono da esigenze concrete rilevate sul campo.
A titolo di esempio, vogliamo ricordare alcune delle iniziative che proprio in questi giorni stanno partendo: attraverso la fattoria didattica si punta ad una valorizzazione della nostra cultura contadina, trasferendo le conoscenze ad una utenza soprattutto scolastica; si cercherà di valorizzare la filiera del grano duro diffondendo tecniche agronomiche ottimali per l’ottenimento di materie prime di qualità superiore; dal punto di vista delle risorse naturali si vuole promuovere la visibilità del territorio e la relativa immagine con la realizzazione di un sistema informativo territoriale per la gestione integrata del territorio rurale; elaborare progetti di sviluppo del turismo sostenibile anche attraverso la creazione di una rete di dimore rurali inserite in una banca dati; si approfondirà infine lo studio sulle caratteristiche strutturali e psicologiche del territorio, al fine di sviluppare ed incrementare le competenze sia dei singoli che dei gruppi e organizzazioni presenti sul luogo: oltre all’analisi dei bisogni e alla loro individuazione, si vuole raggiungere una certa consapevolezza nei membri stessi della comunità, in modo da realizzare un cambiamento partecipato e soprattutto voluto.
Sono tutti piccoli interventi, con risorse finanziarie limitate, ma ciò che conta è che sono proposti secondo un’ottica innovativa, cercando di incentivare il più possibile l’associazionismo tra i cittadini e la creazione di reti tra associazioni.