Corleone (PA)
Da
fonte araba apprendiamo l’esistenza e il nome del castrum Qurilyun
verso l’840, e può dedursi che esso risalga ai Bizantini.
Ruggero II fin dal 1079 ne fece un centro strategico. Nel 1177-1184 Guglielmo
la donò al nuovo vescovado di Monreale. Tornata al demanio regio
dopo la rivolta del 1208, Federico II la concedette nel 1237 a Oddone
di Camerana e ai Lombardi venuti a fondare una nuova colonia. Da allora
una grande attività agricola si sviluppò in quel territorio.
Scoppiata la rivoluzione del Vespro, Corleone fu la prima ad allearsi
con Palermo. Decadde però nei secoli XIV e XV per il malgoverno
aragonese. Re Alfonso la vendette nel 1437 a Federico Ventimiglia, dal
quale essa si riscattò nel 1447.
Tra
il XV ed il XVI secolo si notano un certo incremento demografico e l'inserimento
di vari ordini religiosi, eventi che cambiano decisamente la struttura
del paese.
Filippo
IV vendette due volte la città, nel 1626 e nel 1651 e due volte
il consiglio civico ricomprò le sue franchigie.
La
sua struttura urbana prevedeva una cinta muraria - oggi inesistente -
che collegava il Castello Soprano e quello Sottano. Corleone ha spesso
cambiato forma a causa di alcune rovinose frane che, unite a delle frequenti
alluvioni, hanno danneggiato vari quartieri cittadini.
Culturalmente
ed artisticamente la citta' vanta un grosso bagaglio. Tra i primi esempi
delle attrattive cittadine citiamo i resti di una torre d'avvistamento
edificata tra l'undicesimo ed il dodicesimo secolo. Essa e' ricordata
con l'appellativo di "Saracena" ed offre la possibilita' di
ammirare la "Cascata delle due Rocche", il salto effettuato
dal torrente Corleone.
Il
Castello Sottano, invece, si presenta meglio conservato rispetto al precedente,
e attualmente ospita un eremo francescano.
La
Chiesa Madre cittadina e' dedicata a San Martino Vescovo e la sua costruzione
risale alla fine del 1300. Il suo attuale stato e' frutto di varie fasi
di ristrutturazione ed ampliamento. Essa si presenta con la sua struttura
interna divisa in tre navate suddivise ulteriormente in varie cappelle.
In ognuna di queste ultime si trovano delle opere d'arte tra le quali
citiamo la seicentesca statua lignea raffigurante S. Filippo d'Agira,
la cinquecentesca statua raffigurante San Biagio, la cinquecentesca formella
marmorea dedicata al Battesimo di Gesu'.
Tra
le altre Chiese cittadine citiamo quella intitolata al patrono cittadino,
l'abate basiliano San Leoluca, la settecentesca Chiesa dell'Addolorata,
la seicentesca Chiesa dedicata a S. Rosalia e la Chiesetta dedicata a
S. Andrea - dall'interessante volta affrescata e contenente varie opere
d'arte come la tela raffigurante il Crocifisso e Santi.
Da
citare, infine, il Santuario della Madonna del Rosario di Tagliavia, edificio
sacro d'origine ottocentesca e meta di numerosi pellegrinaggi il giorno
dell'Ascensione.
Corleone
si trova nelle vicinanze di uno dei boschi piu' ricchi ed affascinanti
della Sicilia, il Bosco della Ficuzza, un'oasi verde dall'estensione notevole
creata verso la fine del 1700 da Ferdinando di Borbone attraverso l'unificazione
di alcuni feudi e con lo scopo di creare una riserva per praticare la
caccia. La varieta' della vegetazione e' notevole e comprende varie specie
di querce, frassini, sughere ed aceri, cosi' come la varieta' faunistica
costituita da alcuni mammiferi di piccola taglia, varie specie di uccelli
e cinghiali. Anche le costruzioni presenti sono interessanti, a partire
dalla Palazzina Reale.
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