Montevago (AG)
Il
comune di Montevago è collocato sulla riva destra del fiume Belice,
che separa i territori della provincia di Agrigento da quelli della provincia
di Trapani. Fondato nell' 636 da Don Rutilio Xirotta, l'abitato originario
sorgeva su di un ampio pianoro dominante dai suoi 380 mt. slm., il basso
corso del Belice, e dal quale lo sguardo spaziava dai monti retrostanti
la Conca d'Oro, (Monte Jato), giù sino al mare di Selinunte. Fu
proprio la bellezza del luogo, ricco peraltro di verde e di sorgenti che
ne ispirò il nome. Sviluppatosi originariamente attorno ad un preesistente
Castello ed all'antica chiesetta di San Domenico, Patrono della comunità,
il paese crebbe e si sviluppò sino al 1968, seguendo gli antichi
canoni architettonici tipicamente mediterranei, secondo assi viari squadrati,
all'interno dei quali si sviluppavano i vari isolati, a loro volta ruotanti
attorno agli ampi cortili interni, "PATII", nel cui tranquillo
rifugio, di fatto si svolgevano le attività artigianali, e familiari
degli abitanti.
Fra i ruderi del vecchio abitato, campeggiano ancora imponenti i resti
della grandiosa Chiesa Madre, dedicata ai SS. Pietro e Paolo, fondata
attorno al 1712 da Don Giovanni Gravina, ed inaugurata nel 1826, dal figlio
Cardinale Pietro Gravina, Arcivescovo di Palermo, e Principe di Montevago,
succeduto agli Xirotta nella Signoria del paese. All'interno della grande
Madrice, articolata su tre navate, una tela di presumibile scuola spagnola
del 1500, raffigurante la Vergine MARIA, donata dal Cardinale assieme
ad alcune pregevoli tele di scuola siciliana (1700 circa) opera del pittore
Platania, ed un Fonte Battesimale, in marmo grigio, di scuola gaginiana.
I quadri, salvatisi fortunosamente dalla rovina del terremoto, si possono
ancor oggi ammirare nella nuova Chiesa Madre, sorta nel nuovo centro di
Montevago. Distrutto dal tremendo terremoto del 15 Gennaio 1968, il paese
è risorto in un sito adiacente al vecchio insediamento.
Le Terme "Acqua
Pia"
A
365 m. sopra il livello del mare si trovano le famose terme di Acqua Pia.
Aperte nel periodo che va da marzo a novembre, sono raggiungibili in auto
percorrendo l'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo e imboccando quindi
l'uscita per Santa Ninfa.
La
leggenda narra che due giovani, Cinzio e Corinzia, pastori della valle
del Belice, indossate le vesti bianche da cerimonia si diressero verso
la Fonte Sacra, una sorgente di acqua calda che sgorgava dalla terra.
Dopo aver consumato i sacri riti, i due giovani ritornarono portando con
se la speranza di immortalità che il continuo fluire della sorgente
gli aveva dato. Dopo molti secoli, la calda sorgente continua a sgorgare
dando benefici a tutti coloro che si bagnano nelle sue acque.
Diverse
sono le patologie che vengono curate, tra cui: osteoartrosi, nevriti,
nevralgie, malattie della pelle, otiti, sinusiti, faringiti, bronchiti
croniche e asma bronchiale.
Altri
impieghi terapeutici possibili riguardano la fangoterapia, la fangobalneoterapia,
la balneoterapia, l'aerosolterapia e le inalazioni.
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