Palazzo Adriano (PA)
Palazzo
Adriano si trova alle falde del cozzo Braduscia, nell'alta valle del fiume
Sosio.
Risale
al 1482 quando il paese fu in massima parte edificato da una colonia di
profughi albanesi. Agli inizi del 1500 il centro e' dato in enfiteusi
ai fratelli Obizzio ed Attilio Opezinga. Per quasi tutto il 1700 l'enfiteusi
passa nelle mani del marchese Adriano Notarbolo. Nel 1845 esso dipende
dalla giurisdizione ecclesiastica di Agrigento e successivamente di Monreale
fino al 1960 quando la citta' passa definitivamente sotto la giurisdizione
della diocesi della Piana degli Albanesi.
Dal
punto di vista artistico e culturale la citta' ha molto da offrire. Due
Chiese principali, una adibita al rito greco e la seconda per quello latino,
entrambe situate nella centrale Piazza Umberto I. La prima Chiesa - per
il rito greco - e' quella cinquecentesca intitolata a Maria Santissima
Assunta. Tra le opere qui conservate occorre citare le pregiate tele,
l'icona settecentesca rappresentante L'Assunta e realizzata dal Marsigli
ed un quattrocentesco Crocifisso realizzato dal Marabitti.
La
Chiesa adibita al rito latino e' quella settecentesca dedicata a Maria
Santissima del Lume. Anch'essa ha una suddivisione interna in tre navate
come la precedente e presenta una volta affrescata ed alcuni dipinti attribuiti
allo Zoppo di Gangi ed alla scuola di Pietro Novelli.
Non
si rimane indifferenti alle attrazioni naturalistiche di Palazzo Adriano,
a partire dal Torrente San Calogero che scorre a breve distanza dall'abitato,
dalla vicina Valle del Sosio dalla grande bellezza ed importanza naturalistica
tanto da esser dichiarata Riserva Naturale e dai blocchi calcarei ricchi
di fossili e meta di studio e di interesse dei paleontologi, cioe' la
Pietra di Salomone - dove sono stati raccolti alcuni reperti risalenti
al Permiano, l'ultima fase dell'Era Paleozoica - e la Pietra dei Saraceni.
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