Prizzi (PA)
La
città si erge a 966 metri sul livello del mare ed in prossimita'
della montagna di Prizzi ed offre la possibilità d'ammirare le
Valli del Sosio e del Vicaria. I suoi confini sono delimitati dalle vicine
città di Corleone e Palazzo Adriano. Essa si presenta come un tipico
paese medievale caratterizzato da un dedalo di viuzze, vicoli e scalinate
tra le quali spiccano gli edifici sacri ed i resti di alcuni edifici civili
davvero interessanti.
La
sua storia e' molto ricca. Alcuni reperti archeologici presenti nella
zona che abbracciano un periodo storico che va dalla fase punica a quella
romana permettono di supporre che le origini cittadine sono ricollegabili
all'antico insediamento di Hyppana. Altri ritrovamenti archeologici si
riferiscono ad un insediamento d'origine elima che si sviluppò
tra l'ottavo ed il sesto secolo a.C.
L'attuale centro ebbe origine nel sec. XII, quando Guglielmo Bonello,
fratello di Matteo, ottenne dal re Guglielmo I la facoltà di edificare
nelle terre che gli erano state concesse. Il castello fu poi restaurato
dai Chiaramonte. Per due volte feudo dei cistercensi, fu poi tenuto in
signoria da varie famiglie fino al 1786, quando la corona lo sottrasse
al dominio feudale.
La
cinquecentesca Chiesa Madre cittadina e' intitolata a San Giorgio. Essa
fu edificata su di un preesistente edificio religioso intitolato sempre
al gia' citato San Giorgio. Il suo interno e' suddiviso in tre navate
ed offre la possibilita' d'ammirare alcune opere d'arte tra le quali spicca
la statua rappresentante San Michele Arcangelo realizzata da Antonello
Gagini.
Tra
le Chiese minori cittadine occorre citare quella intitolata a San Rocco,
quella seicentesca intitolata a Santa Maria delle Grazie e quella seicentesca
intitolata a San Calogero.
Altro
aspetto cittadino interessante e' costituito dalla presenza dei resti
del Castello edificato nel XII secolo e successivamente ricostruito dai
Chiaramonte.
La
città di Prizzi e' interessante anche sotto il profilo naturalistico.
Nei dintorni di Prizzi si trova il lago omonimo, un bacino artificiale
realizzato grazie all'edificazione di una diga e rientrante nel complesso
idroelettrico del Fiume Sosio.
Le
tradizioni cittadine più note sono legate alle festività
pasquali, in particolar modo quelle effettuate la Domenica di Pasqua,
quando si tiene "Il ballo dei Diavoli", la rappresentazione
dell'eterna lotta tra bene e male.
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